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![]() Elisabetta Liguori ospite dell'ultimo appuntamento de "Il Salento nei libri"Giovedì 7 luglio ore 20:30, presso il cortile della Biblioteca Comunale di Alliste (LE) imperdibile l'appuntamento con Elisabetta Liguori, che presenta le raccolte “Sangu” e “Mordi & Fuggi” (Manni editore) nella serata finale della rassegna “Il Salento nei libri”.
Il giardino della Biblioteca si presenta come uno spazio suggestivo per raccontare in una chiave diversa il nostro territorio, non soltanto con la scrittura, ma anche attraverso l’arte dei dipinti di Giancarlo Nunziato e delle sculture di Luigi Sicuro, con coinvolgenti intermezzi musicali. A seguire, sarà offerto un ricco aperitivo letterario, con degustazione di vini locali.
Di cosa parliamo Questo non è il Salento da cartolina turistica o da campagna elettorale. È un Salento -e un Sud- che si immerge nella tradizione per riscriverla: si fa mordere dalla taranta per evadere dalla taranta, almeno da quella più innocua, la taranta da esportazione e da luogo comune, scipita e meno velenosa di una formica.
E allora preparatevi: cala la notte, sulla Puglia. Una notte sotterranea e aggrappata agli uomini anche in pieno giorno. Una notte che è l'ombra che ci portiamo dietro -e dentro-, mentre suonano i tamburi e si raccolgono pomodori, mentre l'aria è appiccicosa di scirocco e le macare leggono le carte. Una notte che qualcuno osserva dalle fessure di una finestra. Una notte a righe, con buchi di luna nel buio.
Poi tornano i ragni, non se ne sono mai andati. Qualcuno li ha inghiottiti e dimenticati nello stomaco, portandoseli appresso anche nelle vacanze più mondane, quelle da gioventù marinara. Ragni d'amore e di chimica ormonale, ragni da business economico. Ragni da sniffare o iniettarsi in vena. Il veleno si propaga nella catena alimentare. Non solo veleno da piazza e da palcoscenico, ma spesso veleno da salotto e... da specchio. Si riflette nei corpi, li guarda dall'interno. Trasmette informazioni sbagliate. E i corpi vanno fuori controllo.
C'è una nuova magia: quella della parola. Della Puglia che non vuol più farsi raccontare da altri e, finalmente, si racconta da sé. |
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